Sembra una naturale evoluzione la speciale mostra We Should All Be Feminists che Dior ha inaugurato a Parigi e rimarrà aperta fino al 13 maggio 2024. Infatti è la prosecuzione di un’avventura cominciata molti anni fa, quando sulle passerelle della maison Maria Grazia Chiuri portò la causa femminista.
Tutto cominciò con una t-shirt diventata subito virale e imitatissima. Recitava, come il pamphlet della scrittrice Chimamanda Ngozi Adichie, We Should All Be Feminists. Dovremmo tutti essere femministi. Stagione dopo stagione, quello slogan è rimasto a serpeggiare tra le linee della maison, anche se non sempre in maniera esplicita.
Ora diventa il titolo di una mostra alla Galerie Dior di Parigi, a pochi passi dall’atelier della maison su Avenue Montaigne 30. La mostra inaugura gli spazi appena ristrutturati. In esposizione le collaborazioni che la maison ha stretto con diverse artiste. L’idea era quella di raccontare il percorso creativo di casa Dior in molte forme diverse dando spazio alle donne.
È vero sin dagli esordi della maison: all’inizio della sua carriera Christian Dior era un gallerista, poi diventò stilista trasfondendo l’amore per l’arte anche sui vestiti. Qui si parla di quel legame e in particolare di quello che l’attuale direttrice creativa stringe con altre personalità femminili. Tra le altre ci sono Katerina Jebb, Niki de Saint Phalle, Constance Guisset, Yuriko Takagi, Shourouk Rhaiem
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